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Pesaro-Urbino

Uxoricidio a Fano, convalidato il fermo per il marito: erano scappati dall’Ucraina

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Una foto della ragazza uccisa a Fano (Fonte Facebook).

Resta in carcere Moustafa Alashri, l’uomo accusato uxoricidio: avrebbe ucciso la giovane moglie Anastasiia a Fano ed abbandonato il suo corpo nelle campagne. Fermato a Bologna, avrebbe fatto alcune ammissioni.

PESARO – Confermata la custodia cautelare per Moustafa Alashri, rifugiato di 42 anni con la doppia nazionalità ucraina ed egiziana. Insieme alla giovane moglie, Anastasiia di appena 23 anni, è arrivato in Italia da Kiev, lo scorso marzo. L’uomo è accusato di uxoricidio: i due si sono sistemati prima a Pesaro e poi a Fano e in questa località il marito avrebbe ucciso la moglie a coltellate, per poi occultarne il corpo nelle campagne e tentare la fuga verso nord.

Il movente sarebbe stata la mancata accettazione da parte dell’uomo della fine della loro relazione. La ragazza infatti aveva deciso di separarsi e pochi giorni prima lo aveva denunciato. Poi il raptus, le coltellate, il cadavere nascosto in un valigia e abbandonato nei campi, la fuga verso nord e il fermo a Bologna. Sarebbe stato lo stesso indagato ad aver fornito alcuni dettagli agli inquirenti. Non una confessione, ma solo alcune ammissioni, come ad esempio il litigio con la giovane moglie. Dopo l’interrogatorio il giudice ha confermato il fermo e la custodia cautelare in carcere.

La ragazza, che aveva cominciato a lavorare in un’osteria come cameriera, viene descritta da chi l’ha conosciuta come mite, dolce e gentile. Insieme al marito e al figlio di soli due anni, ha lasciato il suo Paese martoriato dalla guerra per trovare rifugio in Italia. Il bambino è stato affidato ai servizi sociali del comune, che avrebbero avviato le pratiche per trovare i suoi parenti.

Pesaro-Urbino

Usura a Pesaro: imprenditore ai domiciliari, giro di denaro da 800 mila euro

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Al termine di un’operazione di polizia giudiziaria congiunta di Guardia di Finanza e personale della Questura di Pesaro, arrestato imprenditore per usura aggravata e abusiva attività finanziaria. Denunciata per concorso un’altra persona. Perquisizioni e sequestri.

PESARO – Un imprenditore di 39 anni che svolge regolarmente diverse attività nel pesarese, è stato arrestato con l’accusa di usura aggravata e abusiva attività finanziaria al termine di un’operazione di polizia giudiziaria congiunta condotto dalla guardia di finanza e dalla Questura di Pesaro, coordinata dalla Procura. In base alle indagini, l’uomo concedeva prestiti a tassi usurari. Il denaro movimentato ammonterebbe a più di 800 mila euro.

Il Gip Giacomo Gasparini ha emanato un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per il trentanovenne, accusato di aver allestito un giro di prestiti illecito a soggetti in stato di necessità, pretendendo interessi a tasso diversificato. Coinvolta nell’inchiesta una seconda persona, ritenuta dagli inquirenti essere la figura incaricata della “riscossone” a domicilio dei delle rate.

L’indagine ha preso avvio da una perquisizione svolta nel luglio del 2022, nella quale venne sequestrata diversa documentazione bancaria e finanziaria. Sfogliando le centinaia di pagine contenute nei faldoni, gli investigatori si sono imbattuti in circa 300 operazioni di prestito a 280 soggetti. In tre casi oltretutto, sarebbero stati applicati tassi di usura, fino al 105%. L’imprenditore pretendeva al contempo, come garanzia, cambiali e assegni bancari in bianco.

Durante le indagini sul giro di usura a Pesaro e provincia, gli inquirenti hanno utilizzato la documentazione contabile che l’imprenditore arrestato e posto ai domiciliari aveva creato per tenere traccia dell’attività finanziaria abusiva della quale si occupava. Diverse “schede cliente” numerate, elaborate su modelli prestampati, nelle quali erano indicati importi e rate dei “piani di rientro”. In qualche caso erano presenti anche gli assegni e le cambiali richieste a garanzia.

Gli investigatori hanno compiuto diverse perquisizioni nei luoghi nella disponibilità dei due indagati, che hanno consentito il sequestro di diverso materiale probatorio utile al prosieguo delle indagini, oltre a 1.100 euro, ritenuto frutto dei reati contestati, che sono stati a loro volta sequestrati.

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Ancona

Crack Banca Marche, sei condanne e sei assoluzioni

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Sentenza di primo grado sul crack di Banca Marche, terminata con 6 condanne. La pena più severa all’ex direttore generale Massimo Bianconi, 10 anni e 6 mesi. Secondo il Tribunale di Ancona, la causa del fallimento della banca fu la concessione di crediti a soggetti non affidabili, legati da rapporti personali, o economici, all’ex dg.

ANCONA – Dopo 9 nove ore di camera di Consiglio, è arrivata la prima sentenza relativa al crack di Banca Marche, e della controllata Medioleasing, che, insieme ad Etruria, Carichieti e Carife, inaugurò la stagione delle risoluzioni bancarie e di miliardi di euro dei correntisti andati perduti. Accolte quasi in toto le ipotesi avanzate dal pool di pom, che però aveva richiesto pene più severe. Sei condanne e sei assoluzioni per i dodici imputati nel processo sul crack di Banca Marche (erano tredici, ma uno nel frattempo è deceduto). Oltre tremila le parti civili.

Sono stati condannati a 10 anni e mezzo l’ex direttore generale Massimo Bianconi (l’accusa aveva chiesto 13 anni), a 9 anni Stefano Vallesi (vice Dg Area Mercato), a 4 anni e 10 mesi Massimo Battistelli (capo area crediti), a 5 anni e 8 mesi Giuseppe Paci (capo concessione crediti), a 7 anni e mezzo Giuseppe Barchiesi (dg Medioleasing), a 4 anni e mezzo Daniele Cuicchi (area commerciale Medioleasing. Le accuse, per tutti, hanno riguardato reati di bancarotta fraudolenta. Per quanto riguarda i reati di ostacolo alla vigilanza e falso in prospetto, contestati dalla procura a vario titolo, è arrivata la prescrizione. Assoluzione per tutti e 12 gli imputati per il falso in bilancio: il fatto, hanno detto i giudici, non costituisce reato.

Assolti invece l’ex presidente della banca Giuseppe Michele Ambrosini, Giuliano Bianchi e Bruno Brusciotti (entrambi del cda e, il primo, ex presidente della Camera di Commercio di Macerata), Paolo Arcangeletti (dirigente Bm) e Claudio Dell’Aquila ex vice dg. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

Nelle requisitorie i pm Andrea Laurino, Marco Pucilli e Serena Bizzarri avevano sostenuto che il fallimento della banca jesina, dichiarato il 10 marzo del 2016, è da imputare alla concessione di crediti a soggetti privi di garanzie, secondo una «strategia aziendale tesa a favorire un particolare segmento di clientela prevalentemente legata da rapporti personali e in alcuni casi anche economici con il direttore generale». Le pratiche, ha sostenuto la pm Laurino, venivano gestite con estrema faciloneria ed in alcuni casi non sarebbero nemmeno stati esaminati i faldoni necessari all’attivazione di una linea creditizia.

Tesi sempre respinta dalle persone raggiunte dalle condanne, secondo le quali il crack di Banca Marche sarebbe stato provocato dalla crisi di settore, in particolare del comparto edilizio, laddove l’istituto era maggiormente esposto. 

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Ancona

Maltempo nelle Marche, scuole chiuse a Senigallia, fiume Misa oltre i 3 metri

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Allerta arancione sulle Marche in seguito all’ondata di maltempo: a Senigallia scuole chiuse e occhi puntati sul Misa, oltre i 3 metri. Popolazione invitata a dormire ai piani alti e centro d’accoglienza allestito in via precauzionale. Terremoto di magnitudo 3.2 al largo di Ancona.

ANCONA – Avviso di condizioni meteo avverse per mare, vento e neve su tutte le Marche, dove l’allerta gialla per criticità idraulica e idrogeologica diramata sabato e domenica 21 e 22 gennaio, è diventata arancione. Continua a piovere sopra ampie porzioni delle MArche e a Senigallia restano chiuse le scuole.

Occhi puntati in particolare sul fiume Misa, la cui esondazione in seguito al nubifragio dello scorso settembre, ha provocato morti e devastazione. Il livello delle acque ha superato i tre metri. Scuole di ogni ordine e grado chiuse a Senigallia dunque, così come restano chiusi i centri diurni per disabili, le strutture per l’infanzia da 0 a 3 anni pubbliche e private, gli impianti sportivi comunali ed i luoghi della cultura come la biblioteca, mentre vengono sospesi i servizi di assistenza domiciliare e trasporto socio sanitario del territorio comunale e i mercati.

Il sindaco Massimo Olivetti oltretutto ieri ha invitato la popolazione a salire ai piani alti e a non pernottare al piano terra. In via precauzione è stato attivato anche un centro d’accoglienza presso il seminario vescovile di via Cellini. Lo stesso avvertimento alla popolazione è stato diramato anche a Trecastelli, mentre a Ostra è stato attivato il centro operativo comunale.

Ad Ancona poi, ieri sera intorno alle 20, si è propagata una scossa di terremoto di magnitudo 3.2 di fronte alla costa. L’Ingv ha reso noto che si è originato ad una profondità di 8 chilometri.

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