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Abruzzo

La faida tra Lega e FdI si consumerà tra Marche ed Abruzzo?

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Nelle Marche la Lega sta facendo ballare la giunta Acquaroli, FdI, mentre in Abruzzo potrebbe non appoggiare la candidatura del presidente uscente.

La politica locale diventa crocevia di quella nazionale. I destini politici di Marche e Abruzzo sono al centro di molti pensieri a Roma ed in questo periodo anche i media nazionali guardano con particolare interesse a cosa succede nelle giunte regionali sopra e sotto al Tronto. Se nelle Marche le richieste di rimpasto fanno aggrottare le sopracciglia al presidente Acquaroli, in Abruzzo potrebbero esserci sorprese in vista del voto del prossimo anno. Insomma dopo il ribaltone, il controribaltone: se in Abruzzo FdI si è trovata a governare una prima volta con i voti della Lega, non si può dire lo stesso per le Marche, simbolo del sorpasso compiuto. Adesso il carroccio vorrebbe recuperare il gap interno alla coalizione.

Se Il Fatto Quotidiano nei giorni scorsi si è detto convinto che la Lega correrà da sola e non appoggerà la ricandidatura di Marco Marsilio, La Stampa ieri ha dedica un approfondimento alla giunta Acquaroli, che la Lega starebbe facendo traballare.

Il casus belli starebbe nella richiesta di rimpasto presentata dall’onorevole Gorgia Latina, numero uno del carroccio marchigiano, al presidente Acquaroli, fedelissimo dell’altra Giorgia, il signor presidente del Consiglio Meloni. Nel mirino sono finiti tre assessore, in particolar quello alla sanità Filippo Saltamartini, considerato uno dei principali responsabili dell’emorraggia di voti, a causa dei magri risultati conseguiti. Acquaroli non può accettare: l’anno scorso ha dovuto sostituire gli assessori eletti in Parlamento, tra cui proprio Latini, e rischia di perdere l’unico forzista che ha a sua disposizione, che sarebbe pronto a correre per la fascia tricolore a Fano. Addirittura il Corriere Adriatico si è spinto a dire che molti consiglieri credono che sia giunta al capolinea la consiliatura.

Non sono solo le richieste a saltare all’occhio, ma anche le tempistiche con cui sono arrivate: il giorno dopo la visita di Salvini a Macerata. Venerdì 29 settembre infatti il segretario federale ha presentato due nuovi consiglieri regionali acquisiti dalle opposizioni, uno proveniente dal M5S e l’altro da una civica, sebbene precedentemente fosse nel PD. Oltre a questo ha presentato la candidatura di Mirco Carloni alle prossime Europee. A quasi un anno di distanza. E a quasi 100 chilometri dal suo luogo di origine, Fano. Insomma, non proprio annunci irrinunciabili. A molti è sembrato più che altro il pretesto per comunicare ai suoi l’avvio delle ostilità sul fronte interno.

L'Aquila

Condannato per mafia a Messina, raggiunge Sulmona e si consegna al 112

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Un uomo che deve scontare una pena residua di 7 anni di carcere per reati di mafia, ha raggiunto Sulmona, ha chiamato i Carabinieri e si è lasciato arrestare.

L’AQUILA – Pur non avendo legami diretti con Sulmona, un uomo di 38 anni originario di Messina, condannato per reati di mafia, ha deciso di consegnarsi ai Carabinieri nel territorio peligno.

La notte scorsa infatti è giunta una telefonata al 112. Il militare in servizio presso la centrale operativa ha ascoltato l’uomo raccontare di essere stato condannato al carcere in via definitiva. Il trentottenne ha spiegato al carabiniere dove si trovava, poi si è messo in attesa della pattuglia.

Una volta sul posto, i militari intervenuti hanno constatato che quanto sosteneva corrispondeva al vero. L’uomo è stato condannato ad 8 anni di reclusione dal Tribunale di Messina per resti di mafia commessi tra il 2012 ed il 2019, ha già scontato un anno, mentre il resto della pena lo sconterà nel carcere di massima sicurezza di Sulmona, dove si è consegnato ai Carabinieri.

I militari hanno informato della vicenda il Tribunale di Messina.

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Pescara

E’ scomparsa Lucia Spadano, fondatrice della rivista Segno, il cordoglio dell’OdG

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lucia spadano

Riceviamo e pubblichiamo il messaggio di cordoglio che il presidente dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo, Stefano Pallotta, ha dedicato alla scomparsa di Lucia Spadano.

PESCARA – «Lucia Spadano, fondatrice e direttrice della rivista di arte contemporanea Segno e iscritta all’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo dal 19 gennaio 1984, ci ha lasciati questa mattina.

Una dedizione al lavoro lunga tutta una vita, la rivista Segno è stata fondata nel mese di ottobre del 1976, che l’ha vista protagonista in Italia e all’estero in un ambito giornalistico, 

quello dell’arte contemporanea, in cui è sempre difficile emergere e confermare le proprie qualità.

A suo marito Umberto, ai figli, il saluto dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo e un grazie per il contributo generoso all’emancipazione culturale della nostra regione».

Stefano Pallotta

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Chieti

Minorenni attaccati alle slot machine: sanzioni per 50 mila euro nel vastese

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Due sale scommesse della provincia di Chieti sono state chiuse per 15 giorni dopo che al loro interno sono stati sorpresi alcuni minorenni intenti a giocare alle slot machine, mentre un noto night club è stato chiuso dal momento che la maggior parte dei figuranti lavorava in nero.

CHIETI – Polizia, Asl ed Ispettorato del Lavoro hanno fatto scattare una serie di controlli in tutta la provincia per verificare il rispetto delle regolarità amministrative negli esercizi pubblici. In tale contesto, due sale scommesse hanno ricevuto un decreto di sospensione, dopo che sono stati sorpresi alcuni minorenni intenti a giocare alle slot machine.

In seguito alle verifiche della Squadra Amministrativa della Polizia di Stato di Chieti, unitamente al personale dei Commissariati di Pubblica Sicurezza di Lanciano e Vasto, dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Chieti-Pescara e del Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione della Asl, sono state emanate sanzioni per circa 50 mila euro.

In un centro scommesse della provincia di Chieti, oltre alla presenza di minorenni attaccati alle slot machine, le forze dell’ordine hanno riscontrato anche somministrazione di bevande in assenza della prescritta SCIA e l’arbitraria apertura di un ulteriore ingresso non visibile sulla pubblica via che impediva, di fatto, la sorvegliabilità dell’esercizio.

Contestualmente, è scattata la sospensione d’attività anche per un noto night club, per gravi violazioni del Testo Unico sulla Salute e Sicurezza dei Luoghi di Lavoro. La maggior parte delle figuranti di sala, infatti, lavorava in nero e il datore di lavoro non aveva provveduto alla redazione del documento di valutazione dei rischi, inadempienza gravissima data la sua funzione preventiva degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali.

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