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L'Aquila

Pedopornografia, nazismo e violenza in chat: tra gli indagati due abruzzesi

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pedopornografia

Segnalati dalla Procura di Genova al Tribunale per i minorenni di L’Aquila due giovani abruzzesi, nell’ambito di un’inchiesta relativa ad una chat su Telegram in cui venivano condivisi immagini e video raccapriccianti: propaganda filo nazista, pedopornografia, omicidi, suicidi, stupri, torture, mutilazioni ed altre violenze.

L’AQUILA- Anche due giovani abruzzesi sono entrati nelle carte dell’inchiesta della Procura di Genova sulla chat Telegram “Blocco Europa Est” per la quale sono finiti in manette tre ragazzi tra i 14 e i 21 anni, una ai domiciliari e due in carcere, per incitamento alla discriminazione e alla volenza e per diffusione di pedopornografia. La loro posizione è stata segnalata al Tribunale per i minorenni di L’Aquila.

L’indagine ha preso avvio in seguito alla segnalazione di un giovane studente universitario. La chat, che aveva radunato circa 300 ragazzi, veniva usata per condividere materiale multimediale scioccante: pedopornografia, video e foto di abusi, stupri, torture e mutilazioni, materiale filonazista, vere e proprie istigazioni a compiere atti violenti. Addirittura esaltazione ed apologia di stragi ed attentati e perfino una “campagna di addestramento” all’uso delle armi, ad aria compressa, in alcuni edifici abbandonati di Genova.

La chat è stata creata dagli studenti di un ateneo milanese, per condividere contenuti frivoli, ma è andata facendosi sempre più cruenta e raccapricciante, arrivando infine ad ospitare quasi esclusivamente contenuti rivoltanti e sconcertanti.

L'Aquila

Condannato per mafia a Messina, raggiunge Sulmona e si consegna al 112

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Un uomo che deve scontare una pena residua di 7 anni di carcere per reati di mafia, ha raggiunto Sulmona, ha chiamato i Carabinieri e si è lasciato arrestare.

L’AQUILA – Pur non avendo legami diretti con Sulmona, un uomo di 38 anni originario di Messina, condannato per reati di mafia, ha deciso di consegnarsi ai Carabinieri nel territorio peligno.

La notte scorsa infatti è giunta una telefonata al 112. Il militare in servizio presso la centrale operativa ha ascoltato l’uomo raccontare di essere stato condannato al carcere in via definitiva. Il trentottenne ha spiegato al carabiniere dove si trovava, poi si è messo in attesa della pattuglia.

Una volta sul posto, i militari intervenuti hanno constatato che quanto sosteneva corrispondeva al vero. L’uomo è stato condannato ad 8 anni di reclusione dal Tribunale di Messina per resti di mafia commessi tra il 2012 ed il 2019, ha già scontato un anno, mentre il resto della pena lo sconterà nel carcere di massima sicurezza di Sulmona, dove si è consegnato ai Carabinieri.

I militari hanno informato della vicenda il Tribunale di Messina.

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L'Aquila

Malversazione di erogazioni pubbliche: 700 mila sequestrati a L’Aquila

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Il decreto di sequestro è stato firmato dal Gip di Teramo nei confronti di una società che avrebbe distratto parte di un finanziamento pubblico per appianare i prorpi debiti. L’amministratore della società di L’Aquila è stato deferito per malversazione di erogazioni pubbliche.

L’AQUILA – Ha ottenuto un contributo da Regione Abruzzo per realizzare una piattaforma ecologica per il trattamento imballaggi in Teramo, invece avrebbe utilizzato parte dei fondi, 700 mila euro, per ripianare i propri debiti, la società aquilana raggiunta da un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le indagini preliminari di Teramo. Le indagini delle Fiamme Gialle hanno consentito, inoltre, di rilevare profili di responsabilità a carico dell’amministratore pro-tempore della società di L’Aquila, che è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per malversazione di erogazioni pubbliche.

L’attività investigativa condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di L’Aquila si è compendiata in acquisizioni documentali ed escussioni a sommarie informazioni di persone informate sui fatti. Sono stati ricostruiti i profili di gestione e di movimentazione delle somme erogate a titolo di contributo pubblico ed è stato eseguito il decreto di sequestro preventivo per un valore di oltre 700 mila euro nei confronti del soggetto indagato ovvero della società in esame beneficiaria del finanziamento.

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L'Aquila

Individuato l’uomo che ha palpeggiato una ragazzina di 12 anni nel parco a L’Aquila

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La ragazzina di 12 anni palpeggiata a bordo della pista di pattinaggio sul ghiaccio allestita nel parco del Castello cinquecentesco a L’Aquila rimase molto turbata dell’accaduto.

L’AQUILA – Lo scorso 16 dicembre, nel parco del Castello, una ragazzina di 12 anni è stata palpeggiata e molestata verbalmente da un uomo che la Squadra Mobile ha individuato. Si tratta di un ventottenne di origine tunisina, che è stato sottoposto all’obbligo giornaliero di presentazione alla polizia.

Il soggetto, approfittando di una breve pausa della giovanissima a bordo pista, ha tentato dapprima di afferrarla da dietro, prendendola per le spalle, e poi le ha rifilato una pacca sul sedere, provocando in lei forte disagio. Dopo averle rivolto apprezzamenti inappropriati e frasi ingiuriose, si è allontanato, ma gli agenti aquilani l’hanno individuato in seguito alle indagini.

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