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L'Aquila

L’indignazione dei famigliari delle vittime del sisma: «la condotta incauta fu delle Istituzioni»

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Il giorno successivo alla sentenza choc del Tribunale Civile de L’Aquila, che ha riconosciuto una corresponsabilità del 30% ad alcune vittime del sisma del 2009 per aver fatto rientro nelle loro case dopo la seconda scossa, è quello della rabbia e dell’indignazione di famigliari e amici, ma anche di tanti cittadini che non comprendono la sentenza.

L’AQULA – Una manifestazione spontanea nel Parco della Memoria, luogo simbolo della tragedia del 6 aprile 2009, quando alle 3:32 un violentissimo terremoto provocò 309 vittime a L’Aquila. Il giorno dopo la sentenza del Tribunale Civile che ha riconosciuto un 30% di corresponsabilità ad alcune persone che hanno perduto la vita in seguito al sisma, a L’Aquila montano la rabbia e l’indignazione tra famigliari e amici delle vittime, ma anche tra semplici cittadini. E così è nata una protesta, pacifica, ma decisa. Circa 150 persone si sono radunate con striscioni e cartelloni e scandendo a più riprese la parola «vergogna» hanno manifestato tutto il loro disappunto.

«Anche io voglio il 30% di responsabilità», oppure «La condotta incauta è delle istituzioni! Vergognatevi» alcune delle frasi esposte, tra i drappi neroverdi. «Siamo davvero increduli per quello che abbiamo letto sui giornali stamattina – ha detto ad Ansa la professoressa dell’Università dell’Aquila Giusi Pitari presente alla mobilitazione – Anche io ero a casa quella notte e ho avuto la fortuna di raccontarlo. Anche io voglio quel 30% di colpe. Questa sentenza crea un precedente terribile in una città che ha sofferto, anche alla luce della vicenda della commissione Grandi Rischi».

La sentenza di ieri in sostanza ha ridotto di quasi un terzo i risarcimenti ai famigliari delle 24 vittime decedute in seguito al crollo di uno stabile. Il Tribunale ha riconosciuto loro un 30% di corresponsabilità per la loro morte, dal momento che hanno fatto rientro in casa dopo due forti scosse di terremoto. In sostanza, dice la sentenza, dovevano aspettarsi, o quantomeno immaginarsi, che la terra avrebbe potuta tremare ancora. E poco importa se molti fecero rientro nelle loro case solo una volta ricevute rassicurazioni dalle autorità. Indipendentemente da quello che è stato loro detto quella notte, avrebbero dovuto stare più attenti e prevedere altre scosse di terremoto. Che allo stato attuale rimane un evento assolutamente imprevedibile, al di là di alcune teorie.

Abruzzo

Aielli sempre più internazionale: arrivano le telecamere di una televisione cinese

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L’AQUILA – Aielli, il paese marsicano diventato negli anni un museo a cielo aperto, continua a raccogliere consensi anche a livello internazionale: la televisione China Global Television Network, il più grande gruppo media della Repubblica Popolare Cinese, è giunta nel paese per un reportage dedicato alle bellezze italiane.

Così il sindaco Enzo Di Natale sui social:

«Non avrei mai pensato che un giorno sarebbero venuti ad intervistarmi reporter del più grande gruppo media della Repubblica Popolare Cinese.

Oggi è successo.

Un giornalista della televisione cinese China Global Television Network è stato ad Aielli per un reportage dedicato ai murales.

A primavera Aielli sarà in onda sulle televisioni di una nazione che conta più di un miliardo di persone.

E pensare che fino a qualche anno fa non ci conoscevano nemmeno in provincia…»


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Chieti

Abruzzo fra due allerte: gialla per neve, arancione per valanghe

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L’AQUILA – Il dicembre appena trascorso è stato il più caldo della storia recente per la Regione, con temperature al di sopra della media dal 1991 ad oggi. Gennaio tuttavia ha portato con sé il gelo dell’inverno, che ha attanagliato l’Abruzzo che si trova ora costretta a fare i conti con due allerte meteo, una gialla per quanto riguarda precipitazioni piovose e nevose, l’altra arancione per il rischio valanghe.

L’allerta gialla per neve prevede nevicate sparse su Abruzzo e Molise al di sopra dei 700 metri, anche abbondanti. Avviso analogo per Molise, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e su settori di Emilia-Romagna, Campania e Sardegna.

Il rischio valanghe invece, la seconda delle due allerte meteo, riguarda tutte e cinque le zone di allerta d’Abruzzo: aree Gran Sasso Est, Gran Sasso Ovest, Maiella e Parco Nazionale d’Abruzzo,  e area di rischio Velino-Sirente.

Tutto questo dopo che ieri il Cetemps, il Centro di eccellenza in telerilevamento e modellistica previsionale di eventi severi, che fa capo all’Università dell’Aquila, ha diffuso i dati relativi alle temperature nel periodo 1991-20221. Lo studio evidenzia come il mese appena trascorso sia stato il dicembre più caldo della storia recente, con temperature di 3,5 gradi centigradi in media più elevate e scarsa piovosità. La zona in cui gli effetti del riscaldamento globale sono stati più evidenti è quella del chietino.

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L'Aquila

Terremoto dell’Aquila, nuova condanna per il Governo

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La Presidenza del Consiglio dei Ministri dovrà a risarcire con 6 milioni di euro 20 parti civili per le rassicurazioni del 31 marzo 2009. Seconda condanna per il governo per il terremoto di L’Aquila, dopo quella di dicembre: 8 milioni a 30 parti civili.

L’AQUILA – Il Tribunale Civile ha emesso una nuova condanna nei confronti del governo sul terremoto che colpì L’Aquila nel 2009, relativamente alle rassicurazioni date alla popolazione alla vigilia delle scosse. La Presidenza del Consiglio dei Ministri è stata infatti condannata al risarcimento di 6 milioni a 20 parti civili. Lo scorso dicembre una prima condanna: risarcimento da 8 milioni a 30 parti civili. Ne ha dato notizia l’edizione regionale del telegiornale Rai.

Le condanne sono relative alle rassicurazioni che Bernardino De Bernardinis, ex numero due del Dipartimento nazionale di Protezione Civile, fece al termine della riunione della Commissione Grandi Rischi a L’Aquila il 31 marzo 2009, a cinque giorni dalle scosse che hanno provocato 309 morti e centinaia di sfollati e feriti. La città da diversi mesi stava facendo i conti con un persistente sciame sismico. Le rassicurazioni date alla popolazione avrebbero contribuito ad un numero così elevato di vittime: le persone, convinte di non correre pericoli, sarebbero rimaste nelle proprie case, anziché cercare rifugio dopo le prime scosse.

Anche in questo caso il risarcimento verrà suddiviso alle parti civili in base al danno subito e non in parti uguali. La Commissione Grandi Rischi è un organo consultivo della Presidenza del Consiglio e per questo motivo è stata condannato il governo in sede civile rlativamente alle rassicurazioni che precedettero il terremoto dell’Aquila. De Bernardinis invece, è stato condannato a due anni.

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